In genere non se lo ricorda nessuno, ma san Francesco d'Assisi è il patrono d'Italia. In Italia c'è il Vaticano. Francesco d'Assisi è stato fatto santo dal Vaticano, mica dall'Animal Liberation Front. E allora perché la Chiesa cattolica continua a dimenticare la grande lezione di empatia col creato (uso l'espressione per comodità di linguaggio, abbiate pazienza) che fa di Francesco d'Assisi il più "pagano" dei millanta santi che l'agiografia elenca?
Mistero della fede. Meno male che qualcuno si salva: per esempio monsignor Mario Canciani — che un qualche dio lo benedica e lo conservi. Leggetevi l'agenzia che riporto qui sotto, e vedete un po' fin dove può arrivare la gesuitica malizia...
ANCHE IN LORO C'E' IL SOFFIO DI DIO ED HANNO UN CUORE
Roma, 3 ott. (Adnkronos)- «Anche negli animali c'è il soffio di Dio». Risponde così monsignor Mario Canciani alle affermazioni di "Civiltà Cattolica", il quindicinale dei gesuiti che definisce gli animali «belli senz'anima e non meritevoli di diritti» prendendo posizione contro il ddl del ministro Sirchia che introduce nel codice penale la norma sui "delitti contro gli animali". E monsignor Canciani, notissimo a Roma per aver aperto le porte della sua chiesa a cani, gatti, uccelli e per averli benedetti solennemente, a "La Repubblica" sottolinea: «Il teologo è quasi sempre solitario, chiuso nella sua torre d'avorio: non si rende conto che gli animali hanno un linguaggio, capacità di contare, di esplorare l'ambiente, di inventare e di avere sentimenti e affetto, possono arrivare perfino alla morte, al rifiuto di vivere se abbandonati [...] Il "Cantico delle Creature" di San Francesco non deve rimanere muto per la nostra società e per la Chiesa. Non è — conclude Canciani — un problema di anima: gli animali hanno un cuore ed è già tanto».